25/05/2026
A Caserta si è appena concluso il SED 2026, il salone dell'edilizia, costruzioni, impianti, arrivato alla sua quinta edizione.
Cinque settori espositivi. Uno, il "fulcro storico" del salone, dedicato a software e digitalizzazione: BIM, droni, stampa 3D, realtà aumentata, intelligenza artificiale.
Non è più un angolo di nicchia ma è diventato Il cuore della fiera.
Nel primo giorno, uno degli incontri più seguiti si intitolava "L'Intelligenza Artificiale nello studio di architettura: strumenti, metodi e visioni future".
Qualche anno fa sarebbe sembrato un titolo da convegno accademico. Oggi è un seminario con crediti formativi, pieno di professionisti.
Cosa è cambiato?
È cambiato che il BIM non è più "il modello 3D". È diventato un metodo: gestione dei dati, piattaforme condivise, processi normati. E ora si salda con l'IA che si miscela agli algoritmi che ottimizzano i calcoli strutturali, stimano l'efficienza energetica di un edificio prima che venga posata la prima pietra, riducendo gli errori nei computi metrici.
Quello che stiamo vedendo è che la tecnologia sta “volando”. Strumenti e software migliorano e cambiano velocemente, ma dall’altro lato, le persone che la sanno usare e la usano, hanno bisogno di più tempo per adeguarsi.
Tutto ciò fa sì che BIM Specialist, BIM Coordinator, BIM Manager, CDE Manager: figure che dieci anni fa non esistevano, siano oggi richieste da bandi pubblici e progetti PNRR. E sono ancora troppo poche rispetto alla domanda.
I giovani tecnici, periti e geometri, sono ancora una volta davanti a un bivio e devono scegliere se investire in una specializzazione che il mercato sta chiedendo a voce alta.
Riusciremo a formare le persone che servono e serviranno nei prossimi anni?