19/06/2024
Decontribuzione sud, stop al 30 giugno e conseguente aumento record del costo del lavoro.
Dal 1° luglio 2024 i datori di lavoro perdono la possibilità di applicare lo sgravio (del 30% fino al 31/12/2025, 20% nel 2026 e 2027 e 10% nel 2028 e 2029) sui contributi previdenziali dovuti per tutti i rapporti di lavoro subordinato instaurati in una delle regioni ammesse (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
Ricordiamo che la Decontribuzione Sud non è un incentivo all’assunzione bensì uno sgravio teso a tutelare i livelli occupazionali in aree svantaggiate sotto il profilo socioeconomico, tanto è che spetta per tutti i rapporti di lavoro subordinato sia instaurati che instaurandi in una sede di lavoro ubicata all’interno delle regioni ammesse ed è stata “promossa” proprio dall’INPS. Nel report dell’osservatorio pubblicato a luglio 2023:
"L’agevolazione Decontribuzione Sud segna ancora una crescita (+5%) confermandosi come l’agevolazione di maggior impatto, quantomeno per il numero di dipendenti coinvolti".
Il decreto Coesione, pur introducendo nuovi incentivi per i datori di lavoro privati, per le assunzioni effettuate nel periodo 1° settembre 2024-31 dicembre 2025: il Bonus Giovani, il Bonus donne e il bonus Zes Unica, non è una risposta adeguata a questa improvvisa e inaspettata cancellazione anche perché afferisce a misure ancora non operative e ben diverse da quella in scadenza il 30 giugno, in quanto non premiano il mantenimento del livello occupazionale.
E’ assolutamente necessaria un’azione immediata per negoziare ed ottenere la proroga dalla commissione Europea di tale misura, senza la quale molte aziende del Mezzogiorno si troveranno in difficoltà avendo pianificato le proprie assunzioni in base ad un chiaro incentivo previsto fino al 2029. La proposta più semplice sarebbe quella di prorogare così come previsto la Decontribuzione Sud e nel contempo vietare la cumulabilità con i nuovi incentivi in modo da tutelare da un lato i rapporti già in essere e incentivare comunque dall’altro le nuove assunzioni.