Cool Hunter Milano

Cool Hunter Milano Reading tomorrow in what we wear today. Fashion is here. And you?

11/07/2026

Prima degli schizzi, dei fitting e che un capo prenda forma, c’è una scelta che influenza tutto il resto: quella dei materiali.

è infatti il punto d’incontro tra ricerca, manifattura e innovazione, dove si incontrano i protagonisti della filiera e vengono presentati i materiali destinati a ispirare e costruire le collezioni delle prossime stagioni.

Abbiamo parlato con tre realtà che, da prospettive diverse, stanno contribuendo all’evoluzione del sistema moda.

lavora per rendere accessibili ai designer tessuti deadstock di alta qualità, superando uno degli ostacoli più concreti per chi crea una collezione: le quantità minime d’ordine.

, nata all’interno del gruppo LVMH, offre una seconda vita ai materiali inutilizzati delle Maison, aprendo nuove possibilità creative attraverso un modello più circolare.

, invece, rappresenta l’eccellenza della manifattura tessile italiana, dove ricerca, qualità e know-how continuano a evolversi stagione dopo stagione.

Tre realtà diverse, una stessa consapevolezza: rendere possibile, partendo dai materiali, quella visione che un giorno prenderà forma in una collezione.

Quale riflessione emersa nelle interviste vi ha colpito di più? 👇

04/07/2026

Ci sono personaggi che dividono. E poi ci sono personaggi che, nel bene o nel male, continuano a far parlare di sé negli anni.

Al di là dei giudizi personali, il percorso di apre una riflessione interessante su un tema sempre più centrale nel fashion retail: quando il punto vendita smette di essere solo un luogo in cui acquistare un prodotto e diventa un’estensione dell’identità di chi lo ha creato.

Quando il personal branding non aveva ancora assunto il ruolo che conosciamo oggi, il suo modo di raccontarsi metteva già la propria identità al centro dell’esperienza.

In occasione della sua nuova apertura a Milano, all’interno dello store abbiamo colto l’occasione per andare oltre l’immagine pubblica e approfondire il percorso di un personaggio che, nel bene o nel male, continua a generare attenzione e dibattito.

02/07/2026

Quando osserviamo una collezione, è facile fermarsi al prodotto finito.
Più difficile è immaginare tutto ciò che lo precede: le mani che lo costruiscono, i gesti ripetuti migliaia di volte, le tecniche tramandate da una generazione all’altra e quel sapere artigianale che nessuna macchina può sostituire.

Durante la presentazione di il vero protagonista non era soltanto l’oggetto, ma il processo che gli dà vita.

Vedere gli artigiani al lavoro significa ricordare che il lusso non nasce da un logo o da un dettaglio estetico, ma dal tempo, dall’esperienza e dalla precisione che si nascondono dietro ogni singola cucitura.
In un momento storico in cui tutto sembra dover essere sempre più veloce, il vero lusso è forse proprio questo: il tempo dedicato a fare bene le cose.
Perché il Made in Italy non è solo un luogo di produzione. È un patrimonio di competenze, gesti e savoir-faire che continua a essere tramandato, innovato e custodito da chi lo rende possibile ogni giorno.

22/06/2026

“Oggi, anche una collezione bellissima non garantisce di vendere. Tanto vale, allora, essere se stessi fino in fondo.”

È Una favola estiva fastidiosa la SS2027 di un racconto ironico, insofferente e profondamente personale, che attraversa l’estate come spazio di gioco, memoria e resistenza.

In un momento in cui l’economia spaventa molti designer, soprattutto quelli eternamente emergenti, Simon Cracker risponde con un atto di resistenza creativa. La paura spesso sacrifica la creatività; qui, invece, diventa il motivo per continuare a immaginare.

I protagonisti sono i ragazzi della crew, trasformati in principi, fate e regine Cracker. Ogni corpo, ogni personalità, ogni differenza diventa punto di partenza: gli abiti nascono addosso a chi li indosserà, come paper doll contemporanee.

In passerella anche Antonio Mancinelli, una delle voci più autorevoli del giornalismo di moda italiano, che per la prima volta sceglie di attraversarla in prima persona.
La collezione costruisce un immaginario caotico e poetico fatto di favole infantili, oggetti collezionati, ricordi domestici e ossessioni personali. Un universo che protegge il gioco come forma di libertà e trasforma l’apparente disordine in linguaggio.

Torna anche il gesto originario dell’upcycling: recuperare, trasformare, ricomporre. Da Cenerentola ai tessuti trovati in casa da bambino, Simone Botte continua a dare nuova vita a ciò che esiste già.
Alcuni modelli della storia di Simon Cracker, dal 2010 a oggi, vengono ripresi proprio a partire dalle critiche ricevute nel tempo. I dettagli che davano più fastidio vengono enfatizzati, gli errori diventano scelta, l’imperfezione diventa identità.

La regola resta semplice e radicale: prima vengono le persone, poi i vestiti.

21/06/2026

Quello che accade fuori da una sfilata racconta il modo in cui la moda costruisce desiderio, appartenenza e immaginario globale.

La non è soltanto un calendario di collezioni. È un ecosistema culturale, dove la passerella continua fuori dalla location e il pubblico diventa parte attiva della narrazione.

Milano, nel luogo in cui è nata, diventa così un osservatorio privilegiato: non solo della moda, ma del modo in cui la moda viene desiderata, condivisa e vissuta.

19/06/2026

Tra i debutti più attesi di questa stagione, quello di era senza dubbio uno dei più attesi.

Al suo esordio ufficiale in il designer porta in passerella una visione che parte dalla tradizione sartoriale per costruire nuove silhouette attraverso la sperimentazione sui volumi, sui materiali e sulla costruzione del capo.

Il riferimento visivo a Francesca Woodman attraversa l’intera collezione: una palette ridotta al nero, al bianco e al grigio, atmosfere sospese e un immaginario che richiama il concetto di memoria e di assenza.

Anche dettagli simbolici come le fasce nere, ispirate ai codici del lutto, diventano elementi narrativi capaci di trasformare il capo in un linguaggio.

Il risultato è una collezione che non guarda alla sartoria con nostalgia, ma la reinterpreta attraverso una sensibilità contemporanea, mantenendo una chiara distinzione tra menswear e womenswear.

Un debutto che conferma perché sia stato indicato tra i talenti emergenti da osservare.

12/06/2026

In our conversation with Andrea Bonfini, founder and Art Director of
we explored the relationship between creativity, time, and the fashion system itself.

From the decision to develop permanent collections to reflections on the role of emerging designers in Berlin and Italy, and a thought-provoking perspective on the relationship between art and fashion, a vision emerges that challenges some of the industry’s most established rules.

Denim becomes more than a material: it becomes a design language. Recovered, deconstructed, and reconstructed through a process that transforms each garment into a unique piece.

We met Andrea during to discuss research, creative independence, and the value of building a brand at its own pace.

Which of these reflections resonates with you the most?
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