14/12/2025
Il nostro servizio viene elogiato anche da Cottarelli
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗶 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗲𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼: 𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗿𝗹𝗶
𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗖𝗼𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 ha passato anni a spiegare dove finiscono gli sprechi del sistema pubblico.
Nell’intervista a QN Economia ha fatto un passo ulteriore: gli sprechi non riguardano solo lo Stato, ma anche le imprese. E non in modo teorico. Migliaia di aziende italiane versano contributi previdenziali in misura superiore al dovuto, senza alcuna notifica o segnalazione.
La causa non è la qualità del consulente del lavoro. È la struttura del sistema: incentivi applicati all’assunzione, stabilizzazioni, proroghe, cumulabilità, turnover. Tutto corretto nei primi mesi, poi progressivamente dimenticato. Gli errori non sono macroscopici. Sono micro-deroghe distribuite su 60 mesi, moltiplicate per 30, 80 o 150 dipendenti.
L’INPS non restituisce nulla di autonomo.
Il versamento in eccesso viene considerato “regolare” finché l’azienda non dimostra il contrario.
E qui nasce il problema reale: nessuno analizza retroattivamente anni di Uniemens in modo manuale perchè impossibile. Serve tecnologia.
Gli algoritmi incrociano i flussi storici e identificano pattern invisibili.
I giuslavoristi certificano, contestualizzano e trasformano i dati in crediti reali.
Il risultato non è un “bonus”. È liquidità aziendale liberata, destinabile subito a welfare, retention, premi di produttività e formazione interna.
Cottarelli la definisce buona gestione.
Non una scorciatoia. Non un incentivo.
Un diritto recuperato.
La domanda scomoda è una sola: quanti contributi in eccesso stai ancora lasciando all’INPS negli ultimi 60 mesi?
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